Rilessioni sulla legge di bilancio 2019

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Nota Sintetica tratta dalle analisi più complete di due nostri recenti contributi per i membri della Commissione Lavore del Senato.
Prof. Mario Baldassarri, Presidente Centro Studi Economia Reale

In base al rallentamento del commercio mondiale e delle principali economie europee, con in testa il calo della produzione industriale in Germania ed in Italia, nonché il dato Istat del quarto trimestre 2018 con una crescita del -0,2%, le previsioni ad oggi ragionevoli indicano una crescita italiana per quest’anno pari allo 0,4%.
Questa previsione di crescita si basa sull’ipotesi che lo “spread” sui nostri titoli di Stato si mantenga a 250 punti base e “comprende” l’impatto della manovra così com’è uscita dal Parlamento e concordata con la Commissione europea.

Tale manovra implica una spesa corrente minore rispetto a quella prevista inizialmente dal Governo: basti pensare che per Reddito di cittadinanza e Quota 100 vengono stanziati meno di 9 miliardi contro i quasi 17 di partenza. Per di più, rispetto a quanto aveva previsto inizialmente il Governo, ci sono anche più tasse e meno investimenti.
Pertanto la legge di bilancio 2019 risulta “piccola” nella quantità (0,5% del Pil) e “pessima” nella qualità (più spesa corrente, più tasse e meno investimenti). Ne deriva, che l’impatto della manovra sulla crescita del Pil del 2019 ci risulta pari al -0,1%. “Senza” la manovra pertanto la crescita si sarebbe collocata allo 0,5%. Ma la di là dei … decimali, le previsioni ragionevoli si attestano ad oggi a meno della metà di quell’1% di crescita 2019 previsto dal governo e concordato con la Commissione Europea.
Ne consegue che bisognerà rivedere tutti i parametri di finanza pubblica stimati rispetto ad una crescita reale ed ad una inflazione più alte.
Per come stanno le cose, pertanto, il deficit 2019 è al 2,5% del Pil (e non al 2,04%) ed il rapporto Debito/Pil aumenta (e non diminuisce) rispetto a quanto ragionevolmente si prospetta oggi.
A legislazione vigente sono poi previsti aumenti di Iva ed accise per 23,5 miliardi nel 2020 e per 28 miliardi nel 2021. Di conseguenza, con tali aumenti di Iva, la crescita del Pil sarebbe pari allo 0,3% nel 2020 ed allo 0,2% nel 2021, con un deficit pubblico che si manterrebbe sopra il 2,5% del Pil ed il rapporto Debito/Pil continuerebbe ad aumentare, seppur lievemente.
Laddove invece non si facessero scattare le clausole di salvaguardia come fatto negli ultimi quattro anni da parte dei precedenti e dell’attuale governo, il deficit pubblico nel 2020-21 andrebbe verso e sopra il 3% ed il Debito Pubblico in rapporto al Pil salirebbe di almeno un punto percentuale.
Questi andamenti diverranno via via sempre più noti nei prossimi mesi, da qui a maggio.
Qui poggia la scommessa della maggioranza: cercare di andare all’incasso dei voti sperando che non emerga nel frattempo questa realtà dei numeri seria e preoccupante e che i cittadini non percepiscano ancora la “piccola” quantità di risorse messa per Reddito di cittadinanza e Quota 100.
Inoltre, Bruxelles ha spiegato molto chiaramente che monitorerà mese per mese i nostri conti. Ciò vuol dire che da qui a maggio può riemergere il rischio di un’infrazione per eccesso di debito e di deficit. Certo, la Commissione potrebbe anche far finta di non vedere nulla e lasciare la palla alla nuova Commissione che nascerà dopo il voto. Ma anche ammettendo che Bruxelles finga di non vedere la realtà, credo che i mercati finanziari la vedranno al di là di qualunque scadenza elettorale.
Anche in queste condizioni, gli investitori potrebbero continuare a comprare titoli di stato italiani, ma certamente a tassi più alti. Lo spread quindi si alzerà e sappiamo che ogni suo aumento porta a una diminuzione del valore dei titoli di stato detenuti dalle banche. A quel punto o si ricapitalizzano o riducono il credito. La seconda opzione sembra la più probabile e quindi con un nuovo credit-crunch il rallentamento sarebbe ancora più marcato e potremmo anche rischiare di andare a “crescita zero”.
Ad ogni buon conto, se la Commissione europea chiudesse gli occhi, se le agenzie di rating non dicessero niente e se i mercati finanziari in qualche modo si barcamenassero con uno spread che restasse comunque sotto i 350 punti base, a maggio ci si potrebbe anche arrivare.
Attenzione però che questi fenomeni sono come una palla di neve che rotola in cima alla montagna e che può diventare una valanga via via che scende a valle. Difficile dire quanto tempo ci può volere perché si formi la valanga. Se parte lo spread e torna a sfiorare i 400 punti base bisognerà però decidere cosa fare. E subito, non …dopo maggio.
Ma al di là di questi profili di previsione per il 2019 (ormai pressoché consolidati e suscettibili purtroppo di ulteriori revisioni al ribasso), resta una vera Spada di Damocle che è quella di come affrontare a settembre la Legge di Bilancio per il 2020 a partire da come evitare l’aumento dell’Iva per i noti 23,5 miliardi di euro ed ai maggiori costi per altri 10 miliardi dovuti alla andata a regime per dodici mesi su dodici dei provvedimenti inseriti nel decreto in discussione, cioè Reddito di cittadinanza e Quota 100, che in questo 2019 impattano sui conti pubblici solo a partire dal prossimo aprile.
Ma la Legge di bilancio 2020, da presentare nel prossimo autunno, ha una determinante scadenza nel prossimo mese di Aprile e cioè la presentazione del Documento di Economia e Finanza 2020-2022. Come noto nel DEF di Aprile si dovranno definire le linee di politica economica per il prossimo triennio e tali linee verranno lette e valutate nel corso del mese di maggio, cioè nel periodo clou della campagna elettorale per le elezioni europee.
Incrociamo le dita tutti insieme ma…estote parati.


1.- Il nostro più recente volume “Quarant’anni di spending review: l’Italia al bivio sui tagli di spesa” che, oltre ai Rapporti di Previsione del Centro Studi Economia Reale di aprile e novembre 2018, comprende anche ventuno contributi da parte di economisti di varia estrazione scientifica e di varia collocazione politica.
2.- Il nostro ultimo Rapporto di Previsione aggiornato al mese di Gennaio 2019.

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